Il sogno americano è finito
In quanto Unione Mondiale della Gioventù Antimperialista (WAYU), dichiariamo che il sogno americano è ormai definitivamente finito.
Diffuso daComitato Esecutivo di WAYU

La data del 6 gennaio è una pietra miliare che dimostra la disfatta del mondo imperialista. Davanti al mondo intero, il Campidoglio, luogo sacro della democrazia americana, è stato preso d’assalto da un gruppo di americani che sostenevano che le elezioni fossero state truccate e gridavano «stop the steal». Agli occhi del mondo, gli USA sono ora un paese incapace perfino di tenere elezioni in pace, minacciato da una rivolta contro il proprio establishment e privato della propria unità interna. Il centro della democrazia liberale occidentale si trova ora ad affrontare la crisi che gli USA allestiscono in altri paesi con i mezzi imperialisti dell’intervento. Questa rivolta è un momento storico e un evento di buon auspicio per il mondo intero. In quanto Unione Mondiale della Gioventù Antimperialista (WAYU), dichiariamo che il sogno americano è ormai definitivamente finito.
Questa insurrezione è l’ennesimo sintomo della crisi inarrestabile all’interno dell’establishment americano, che si è retto sul treppiede della globalizzazione neoliberista, della finanziarizzazione e delle guerre senza fine. Negli ultimi anni, grazie alla resistenza delle nazioni e dei popoli oppressi, gli Stati Uniti d’America sono stati sconfitti su molti grandi fronti, hanno ceduto la loro forza produttiva all’Asia, e la loro egemonia globale si è erosa sia nel mondo occidentale sia nell’Est e nel Sud globali. Di conseguenza, le classi dominanti degli USA e l’intera società si sono divise in due campi, e il paese nel suo complesso è precipitato in un clima di conflitti interni e di disordine. È evidente che il malcontento contro il sistema non si limita a coloro che hanno assaltato Capitol Hill. Esistono ampi settori della società, organizzati o meno, tra cui i manifestanti di Black Lives Matter, i rivoluzionari, gli antimperialisti e i sindacalisti, che combattono e combatteranno contro l’establishment.
Il Campidoglio, sede della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, è stato presentato come un tempio della democrazia e il luogo sacro del «mondo libero», ma è in realtà il centro dell’oppressione e della prigionia dell’umanità su scala mondiale. La «democrazia» che vi è rappresentata è quella portata in Afghanistan, Iraq, Siria, Libia e Vietnam sulle baionette dei soldati americani e delle truppe della NATO. Inoltre, è il centro di una disuguaglianza enormemente crescente per il popolo americano, dei profitti dell’oligarchia finanziaria e delle decisioni imperialiste prese contro gli interessi dei popoli. Il fatto che il quartier generale di questa finta democrazia sia stato preso d’assalto mostra l’ampiezza della frattura all’interno del sistema americano. Con la resistenza organizzata e la crescente unità e solidarietà nel mondo oppresso e in via di sviluppo, questa egemonia in declino porterebbe al crollo totale dell’imperialismo statunitense.
L’assalto al Congresso ha dimostrato ancora una volta la realtà di un mondo multipolare. Mentre l’impero globale va in pezzi, gli USA perdono la capacità di mantenere l’unità interna e di contenere il malcontento popolare. L’approfondirsi di questi conflitti va a vantaggio sia del popolo americano sia del mondo oppresso che resiste alle minacce immediate dell’imperialismo statunitense, nonché dell’intera umanità che cerca pace e prosperità. In definitiva, matura un clima di rovesciamento in cui cacceremo tutti i soldati americani dalle nostre terre e porremo fine alla tirannia politica ed economica e all’egemonia culturale degli USA. È il momento di prendere l’iniziativa e di passare all’offensiva per un nuovo mondo e una nuova civiltà. In quanto piattaforma comune della gioventù antimperialista di tutto il mondo, chiamiamo tutte le forze antimperialiste a unirsi per cogliere le prospettive di questo momento storico.
Comitato Esecutivo di WAYU
Fonte: wayouthunion.com (Internet Archive)
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