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Il vero terrorismo… Le vere vittime…

Di recente, in relazione all’attacco terroristico contro la rivista Charlie Hebdo in Francia, sono emerse due opinioni principali che cercano di rispondere a domande serie: chi sono le vere vittime del terrorismo?

Fumo che si alza sopra una città
Fumo che si alza sopra una città

Di recente, in relazione all’attacco terroristico contro la rivista Charlie Hebdo in Francia, sono emerse due opinioni principali che cercano di rispondere a domande serie: chi sono le vere vittime del terrorismo? Chi sono i veri artefici del terrorismo? Le forze imperialiste sono sincere quando gli dichiarano guerra?

La prima opinione sostiene che le forze imperialiste siano state le vere artefici dei movimenti radicali islamici terroristici, da quelli in Afghanistan durante la guerra contro l’Unione Sovietica fino agli stessi movimenti oggi in Medio Oriente, ma che di recente la situazione si sia rovesciata, poiché questi movimenti cominciano a sfuggire al controllo. Personalmente sono contrario a questa opinione, perché quei terroristi dimostrano spesso di essere completamente controllati: da quattro anni si trovano lungo i confini con lo Stato sionista di Israele e non hanno mai nemmeno tentato di attaccare l’esercito sionista, mentre al contrario intrattengono buoni rapporti con esso e ne ricevono sostegno logistico, sebbene la dottrina di questi movimenti affermi che gli «ebrei» sono il vero e unico nemico.

D’altra parte, un’altra opinione ritiene che le forze imperialiste e i loro servizi d’intelligence siano responsabili di questi attacchi nei loro paesi, impiegando questi movimenti radicali in modo indiretto, per poi usare i media e mostrare l’Occidente come vittima, anche a costo di alcuni loro cittadini civili innocenti che vengono uccisi, al fine di convincere i propri popoli di essere in pericolo e di combattere una guerra santa contro «il male», e di giustificare nuove ingerenze militari in Medio Oriente.

A questo punto dobbiamo prendere in considerazione tre fatti che dimostrano l’ipocrisia delle forze imperialiste.

Innanzitutto, subito dopo l’attacco a Charlie Hebdo ci sono stati due attentati suicidi nella zona di Jabal Mohsen, in Libano, ma i governi degli Stati Uniti e della Francia hanno completamente ignorato questi fatti, mentre i loro media continuano a presentare i terroristi che combattono in Siria e in Libano come rivoluzionari.

Inoltre, i regimi imperialisti del Golfo Arabico continuano a fornire a quei «movimenti takfiriti» tutto il sostegno logistico e politico necessario, così come l’alleato dell’America nella NATO — il governo turco dell’AKP — continua a svolgere lo stesso ruolo principale nel sostegno ai terroristi sia in Siria sia in Iraq e permette loro di usare i confini turchi per entrare in Siria, oltre ad aiutare l’ISIS (Stato Islamico dell’Iraq e di Sham) a vendere il petrolio rubato ai due paesi e persino ad acquistarlo.

Tuttavia, c’è qualcosa che va preso sul serio: subito dopo l’attacco a Charlie Hebdo, la Francia ha inviato nel Golfo Arabico una delle sue più grandi portaerei, la «Charles De Gaulle»!!

Non c’è dubbio che il termine «terrorismo» sia un’arma a doppio taglio, perché non ha ancora una definizione precisa e perché le forze imperialiste lo creano e al tempo stesso lo usano per apparire come «le vittime» e per giustificare davanti al mondo i loro piani per distruggere nazioni, come hanno già fatto in Afghanistan nel 2001 e in Iraq nel 2003.

In sintesi, poiché il «terrorismo» che attacca e distrugge i nostri paesi in Medio Oriente viene ancora definito dagli imperialisti «rivoluzione», mentre quello che attacca loro viene definito «azione terroristica», abbiamo un’unica convinzione: il terrorismo va definito come «l’imperialismo e i gruppi islamici radicali da esso creati».

Ahmad Abu Omara

Fonte: wayouthunion.com

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